Dead by Daylight Wiki

NUOVO AGGIORNAMENTO DISPONIBILE

Metà-Capitolo 5.1.0
Clicca Qui per le Note della Patch

ReleaseInformation.jpg

LEGGI DI PIÙ

Dead by Daylight Wiki
Advertisement
Dead by Daylight Wiki
IconHelp archivesLog.png
IconHelp archivesCollection.png
TomeV Unleashed Banner.jpg

Volume V - A Briglia Sciolta è il Volume che accompagna la Quinta Spaccatura in Dead by Daylight IconHelp DBDlogo.png ed è stato rilasciato il 21 Ottobre 2020.


Panoramica[]

I Personaggi scelti per questo Volume sono Nea Karlsson SurvivorNea.png, Talbot Grimes (La Piaga IconHelpLoading blight.png), e Max Thompson Jr. (Il Mandriano IconHelpLoading hillbilly.png).

Indice


Voci del Diario e Ricordi[]

La Sacra Piaga[]

Questa è la stessa Lore dell'Evento del 2018 La Sacra Piaga.

1 - La Notte[]

Mi è impossibile descrivere le orribili scene che ho visto... Morte e tristezza dominano questo luogo sotto forma di terrore. Non riesco a ricordarmi come ho fatto a finire in questo posto. Ricordo solo gli opachi vapori biancastri dell'oppio, in quella nebulosa fossa che offuscava un abisso dolce e accogliente. Al suono di terrificanti urla, ho aperto gli occhi in questa notte infinita, risvegliandomi sotto un vecchio albero da cui colavano liquidi dall'odore ripugnante. Non so come raggiungere quelle povere anime, né lo voglio sapere. Quello che posso fare per dare un senso a tutto questo è tenere un diario.

2 - Vigo[]

Ho trovato un laboratorio nascosto mentre scappavo da un mostro. Le scorte erano insolitamente abbondanti. Ho notato scaffali pieni di alcaloidi, casse con siringhe d'argento, un mucchio di tute protettive e un diario firmato "Vigo". Le pagine sono piene di appunti riguardanti un'antica energia che controlla la natura di questo luogo. Un'energia che la plasma. Ho anche notato alcuni disegni dei tumori che ho visto sugli alberi.

3 - La Piaga[]

Sto ossessivamente decifrando il diario di Vigo. Il suo lavoro è elegante, ma irregolare: trae delle conclusioni confuse in ambiti sconnessi fra loro. La maggior parte delle annotazioni parla di una potente energia, l'Entità, che subisce una purificazione una volta all'anno. Durante questo periodo, l'Entità è colpita dalla piaga. Secondo Vigo, i tumori divengono "pustole", un tipo di fiore che schizza nettare putrido, il fluido denso che ho visto colare dagli alberi. Le ultime pagine del diario parlano di un siero distillato dal nettare, ma quelle che ne riportano gli effetti e la preparazione sono state strappate.

4 - La Ferita[]

Mi sto nascondendo in una densa fascia di foresta. Sono in preda alla disperazione: voglio cancellare le angoscianti immagini scolpite nella mia mente. La scorsa notte, un uomo sfigurato è piombato nel laboratorio con un'agghiacciante bocca meccanica e ha frantumato le pareti. Non so come io sia ancora in vita. Scappando ho anche riportato una ferita al braccio. Non ci sono vie d'uscita; questi mostri mi trovano ovunque io vada. Tutto ciò che ho è un diario pieno di confuse promesse di fuga. Tornerò al laboratorio.

5 - Esperimento[]

Sto per morire, me lo sento. Quando ho fatto ritorno al laboratorio ho cominciato a fare esperimenti con il nettare putrido, distillandolo in un siero ripugnante. Ho commesso un errore terribile. Ho iniettato il siero in un roditore morto: le sue pupille si sono dilatate e il corpo ha cominciato ad agitarsi. Ho provato a fermarlo, ma la creatura mi ha morso il braccio, squarciandomi la ferita. Ho fermato l'emorragia, ma temo che il danno sia fatto.

6 - Esperimento II[]

Un terribile grido proveniente dal seminterrato e un violento attacco di nausea hanno segnato il mio risveglio. Grazie a questa disgustosa disavventura ho cominciato a ricordare i fatti avvenuti. Contaminata dal siero ripugnante, la mia ferita si era gonfiata e riempita di linfa. A quel punto è tornato il mio aggressore. I miei ricordi del combattimento sono offuscati, ma rammento le lacrime rosse scendere dalle sue orribili guance mentre gli graffiavo la faccia. Subito dopo gli ho tirato un calcio, facendolo schiantare su un muro di mattoni. Il potere che sentivo... non ci sono parole per descriverlo. Adesso so che i metodi di Vigo funzionano. Un altro urlo. Il mio aggressore, incatenato nel seminterrato, deve aver perso la pazienza. È solo l'inizio.

7 - L'Apice[]

Avrei dovuto prevedere la sua fuga. La dose che gli avevo somministrato era troppo potente, ma mi servivano dei risultati. I fiori di pustola stanno sbocciando sulla via che porta al laboratorio. Secondo il diario di Vigo, questa rapida diffusione implica che la piaga ha raggiunto il suo apice. Presto non ci sarà più nettare da estrarre.

8 - Sfinimento[]

Ho dormito molto poco. L'acuto pulsare della ferita ha reso il mio sonno agitato e irrequieto. Non ho più la forza di essere paziente e la sofferenza mi induce a impiegare metodi brutali. Non ho paura di esagerare.

9 - Irrequietezza[]

Ho limitato il mio riposo a pochi minuti di tanto in tanto: non posso permettermi di sprecare tempo. Le pustole una volta erano ricche di nettare, ma stavano appassendo alle radici degli alberi infetti. Ho potuto estrarre solo qualche goccia da alcuni deboli fiori. Il tempo sta per scadere.

10 - Finalmente[]

Sulla base dei calcoli di Vigo, questa notte è la mia ultima occasione. Ho riempito una siringa con le ultime gocce di siero e l'ho iniettato nel mio braccio.

11 - La Fine[]

Ho seguito le istruzioni alla lettera... e ho fallito. Sono bloccato in questo inferno senza siero e senza un posto dove nascondermi.

12 - Vigo[]

Ho cercato Vigo. Ho gridato il suo nome senza preoccuparmi dei mostri in agguato. Devo trovarlo... Mi immagino la scena, incidendo una tela di linee selvagge nella mia mente, concentrandomi sulla luna, e mi rendo conto che c'è qualcosa che non va. Ho dato da mangiare al roditore morto sotto il mio cuscino.

13 - Preghiera[]

Presto, molto presto, troverò la pace. I freddi artigli della morte si stanno avvicinando.

--[]

È qui. L'Entità è qui. Mi ha trovato.

Appunti & Registri[]

Talbot Grimes: Porte Ignote[]

Appunto 1752[]

Nell'infinito deserto di rublo e colonne fatiscenti, vede un fiore. Solo uno. Arranca per le rovine e stende il braccio verso un'immagine sfocata. Lo stelo e i petali si disintegrano prima che riesca a toccarlo. Un'illusione... Alza lo sguardo e... un altro fiore. Si avvicina in fretta e sente il suolo tremare sotto i piedi. Inizia un'eterna caduta nei meandri di regni perduti e dimenticati. Vorrebbe tanto fermarsi. Non sopporta più quell'aria calda e la sensazione dei suoi organi che gli si gonfiano fino alla bocca. Sbatte a terra. Le costole gli perforano il petto. Ossa spezzate gli lacerano la carne fetida. Dove sono? Che posto è questo? È in un laboratorio di cui ha un vago ricordo. Vede uno stemma. La Compagnia. Gli tornano in mente le guerre. Le guerre dell'oppio. Ricorda i prigionieri, gli esperimenti e l'infinita ricerca di varchi per altri regni. Li aveva anche trovati, ma non come si aspettava. Tutt'intorno, chiazze di sangue ancora caldo e migliaia di prigionieri in putrefazione che cercano di afferrarlo e ghermirlo. Non è vero. Non può essere vero. Voi siete morti! Siete tutti morti! Chiude gli occhi. Un ruggito generale e i prigionieri lo sollevano, scaraventando il suo corpo tumefatto in una cella senza luce. Buia. Fredda. Vuota. Rabbrividendo, implora di avere... un altro fiore. Farò qualunque cosa... ma datemi un altro... fiore.

Appunto 1753[]

Il potere risiede nella mente. Nel terzo occhio, come lo chiamano i mistici. Quell'occhio che ci fa sognare e immaginare è più importante di quando crediamo. Molto di più. È una chiave che apre delle porte... Infinite porte. E questa chiave non è altro che una secrezione. Una secrezione sacra, come una droga con cui viaggiare negli interminabili mondi del caos vorticoso che è la vita eterna. Blasfemia! Questa scuola non ammette certi pensieri! Sono del demonio! Così illustra i suoi pensieri alla Compagnia, affermando che questa secrezione è più efficace dell'oppio stesso. La chiama Varco del Drago e sostiene che non esiste esperienza simile al mondo. A paragone, il papavero è uno sciroppo per la tosse. Si ricorda dei mistici. I mistici ignoti. Mistici che intonano inni nella speranza di morire con la giusta vibrazione. Giusta vibrazione? In che senso "morire con la giusta vibrazione"? Secondo loro, le varie vibrazioni esistenti aprono diversi varchi per regni sconosciuti. La morte apre il varco... e il drago ti ci conduce. La Compagnia sembra interessata. Come pensi di coltivare un simile oppioide se viene secreto solo dopo la morte? Troverò un modo. Alla fine ci riesce... solo che loro lo trovano prima che possa ultimare il lavoro di una vita. Ricorda vagamente di essere randellato a morte e scaraventato in una fossa comune di corpi decomposti. Poi... ricorda di essere salvato... da nove mistici vestiti con tuniche scure e spesse. Che fine hanno fatto? Che ne è stato della mia ricerca? Perché hanno cercato di fermarmi? Domande... Tante domande... Dov'è il mio fiore... Nella tua mente... Si infila con forza le dita nelle orbite, si strappa gli occhi e scava a fondo nel cranio... in cerca di un fiore... Un solo fiore...

Appunto 1754[]

Anche senza occhi, riesce a vedere. Per quanto la cosa non abbia alcun senso. Si inerpica su una montagna di lerciume e fanghiglia. Scivola, cade e capisce al volo che in realtà si tratta di un cumulo di prigionieri e tossici putrefatti. Si fa coraggio, mentre quella gente strisciante gli implora di avere altri oppioidi... tè... sciroppo... caramelle all'oppio... Propongono scambi ridicoli... Prendi la mia casa... i miei soldi... i miei bambini... Prendi ciò che vuoi... ma dammene altro... anche solo un po'... Dicono le stesse cose che diceva lui. Si fa largo in un ammasso di volti confusi che ricorda a malapena. Vite rovinate, devastate, distrutte. Non è stata colpa sua. Sente una voce incorporea. Uccidili tutti e ti darò un fiore. Di colpo fissa quelle persone agonizzanti e impugna il bastone. Colpisce con una furia inaudita rompendo arti e spaccando crani, che si aprono come angurie. Le ossa si spezzano come bastoncini. Continua fino a trovarsi su una montagna di carne, vomito e sangue. Dov'è? Dov'è il mio fiore? Trovalo. Crolla in ginocchio e inizia a scavare in quell'ammasso di umanità lacerata, cercando il fiore. Ne trova uno... ma appena lo tocca, questo si sgretola e scompare, così come i resti del suo passato.

Appunto 1755[]

Talbot... mi chiamo Talbot. Ricorda il suo nome e intanto fissa nove figure incappucciate che si avvicinano. Inciampa su un pilastro pericolante con strani simboli scritti in una lingua di cui ricorda poco. Ricorda la scuola. La scuola segreta, i mistici e l'arcana conoscenza di cui erano i protettori. Stava scoprendo troppo e non era ancora pronto. L'umanità stessa non era pronta. La conoscenza senza saggezza porta solo all'autodistruzione. Ma a lui di questo non frega nulla. Mi avete condannato! Tutti voi! Mi avete lasciato a marcire! Una figura incappucciata gli si fa dappresso. Ti sei condannato da solo, Talbot. Hai fatto tutto tu... Le nove sagome scompaiono e dal terreno emerge un enorme drago che lo fissa con occhi neri senza vita. La mostruosità di quel muso trascende ogni cosa che lui abbia mai letto, visto o immaginato. Un male vetusto ravvivato da una vita oscura! Talbot trema nella nebbia di pazzia che lo avvolge. L'antica bestia lo attacca, lo afferra con gli artigli e lo inghiotte tutto intero. La sua tunica si permea di saliva e liquidi acidi che gli corrodono la pelle fino a scarnificarlo. Tra le urla di agonia, si disintegra lentamente in uno stomaco di morte putrida e decomposta, mentre osserva il suo corpo sciogliersi in un infinito ammasso di sangue.

Appunto 1756[]

Talbot si sveglia in una fossa di scheletri e prigionieri putrefatti della Compagnia. Sbatte gli occhi per rimuovere il lerciume che li offuscava. Vomita tutto ciò che ha nello stomaco non capendo che cosa gli stia succedendo. È tutto insensato, tranne la fame. Vi prego... Farò... qualunque cosa... Datemi ciò che chiedo e sarò ai vostri ordini. Datemelo... Ne ho bisogno... All'improvviso, dai corpi decomposti spuntano dei tralci che lo avvolgono. I fiori crescono e sbocciano floridi. Ovunque lui posi lo sguardo, vede del meraviglioso siero aureo gocciolare come miele. Si avvicina a un fiore cautamente. Ha paura di toccarlo. Allunga la mano, tocca il fiore e... non si sgretola. Ne tocca un altro. Poi un altro ancora. Nulla. Si avvicina al fiore per afferrarlo, ma... è il fiore ad afferrare lui! Appaiono tralci che, come tentacoli, lo avvolgono e ne recidono le vene. Nove sagome incappucciate gli si avvicinano con sguardi di disapprovazione. La conoscenza senza la saggezza porta solo all'autodistruzione. Si avvicinano lentamente. Attento a cosa desideri, Talbot. Attento a cosa desideri.

Nea Karlsson: Ribelle con uno Scopo[]

Appunto 683[]

Nea raggiunge Falls City in skate alla ricerca della sua amica Casey, ma non la trova. Va fino a casa sua e la madre le dice che è nello Stretto a distribuire bottiglie d'acqua con un'organizzazione civile chiamata Goccia di vita. Goccia di vita? Lo Stretto? In che roba si è cacciata Casey stavolta? Conoscendola, sarà qualche organizzazione per la protezione delle api che non capisce un accidente di come funziona il mondo. Non esiste più il sogno americano, solo il sogno imprenditoriale. E sogno americano e sogno imprenditoriale sono due cose ben diverse. Aveva letto qualcosa sullo Stretto... Si dice sia il quartiere più povero e inquinato di Falls City. Forse è perché i poveri sono anche i più inquinati. Forse è a causa della politica corrotta ma lecita contro i non abbienti che non possono permettersi avvocati blasonati per poterla cambiare o quantomeno contestare. Cartiere. Fabbriche automobilistiche. Strutture per lo smaltimento di rifiuti tossici. Scaricano tutto sulla terra e nel mare. Qualche politico aveva dato un prezzo all'avvelenamento dell'ambiente ed è un'intera comunità di operai a pagarne il prezzo. Il prezzo più alto. Con la salute e la vita. Nulla di nuovo, sempre la solita storia. I pezzi grossi e i burocrati non cambieranno mai, perché loro possono. Finché avvelenare il mondo frutterà tutti quei soldi, ci sarà sempre qualcuno pronto a guadagnarli. E questo accade ovunque, in ogni città, e Falls City non fa eccezione. Prima a Nea importava qualcosa, ma c'era troppa roba di cui preoccuparsi, per cui decise che era più facile sbattersene. È buffo come sia cambiato tutto. Ora le importa solo dello skate e di trovare punti irraggiungibili da taggare. Chissene, magari troverà qualche punto da taggare nello Stretto. Prosegue in skate lungo la strada dopo il fiume Upper Falls, verso il quartiere più povero e inquinato di Falls City.

Appunto 684[]

Che stai facendo con queste signore? Nea si avvicina a Casey e ad altre donne di mezza età che distribuiscono bottiglie d'acqua e contenitori vari ai residenti della zona. Casey si gira verso Nea. Non si vede? Facciamo il possibile per aiutare. Nea ride e dà una gomitata a Casey. Dai, andiamo al parco. Casey rimane immobile. Oggi no, Nea. Questo è più importante. Facciamo un altro giorno... Nea osserva il criterio con cui danno l'acqua ai poveri. Quanti figli hai? Tre? Ok, dodici bottiglie per te. Quattro? Oh, prendi un altro recipiente. Quanto ci vorrà per avere acqua pulita? Magari lo sapessi. È pericoloso farsi la doccia? E il bucato? L'acqua è molto contaminata? Parecchio. L'acqua sta uccidendo i nostri figli. Ci serve un centro per curare chi è stato avvelenato. Nea ascolta tutte queste storie incredula e inorridita. Non si era mai trovata a pensare a qualcosa di così scontato come l'acqua, e ora... ora pensa all'acqua... all'acqua contaminata... e ai poveri della sua città. Dicono sia il caso più grave di malattia di Minamata in tutto il paese. Lei non sa che cosa sia... Minamata... ma il nome non promette bene. Per niente. Che vuol dire Minamata? Mentre dà un altro contenitore di acqua fresca a uno dei residenti, Casey ha un'aria agitata, turbata... È una sindrome che colpisce chi è stato avvelenato dal mercurio. Nea sospira, prova compassione per quella gente, ma sa che il mondo è pieno di merda e c'è ben poco che lei possa farci. Non salveremo il mondo, Casey. A cosa pensi che servano un paio di bottiglie d'acqua? Casey si blocca all'istante e fulmina Nea con uno sguardo non proprio chiarissimo. Un attimo dopo, le risponde. Sì beh, forse non salveremo il mondo, Nea, ma almeno possiamo provare a renderlo un posto più vivibile. Questo mi basta.

Appunto 685[]

Non salveremo il mondo, ma possiamo provare a renderlo un posto più vivibile. Questo mi basta. Le parole di Casey tennero sveglia tutta la notte Nea, che intanto si informava sugli orrori della malattia di Minamata. Perdita delle funzioni motorie. Deambulazione compromessa e disartria. Convulsioni improvvise. Paralisi. Bambini nati con gli arti deformi. Tutti effetti collaterali permanenti dell'avvelenamento da mercurio. Il sindaco ha stretto un accordo con un'azienda di bibite in bottiglia. In pratica l'azienda ha acquistato i diritti dell'acqua di un lago puro e ha deviato il corso di acqua incontaminata verso la struttura, riallacciando lo Stretto al vecchio sistema fluviale. Credevano che nessuno se ne sarebbe accorto. Che nessuno sarebbe stato male. Ma sbagliavano. Quando sempre più madri iniziarono ad avere aborti spontanei e si registravano sempre più casi di alopecia, cinquantamila residenti cominciarono a notare qualcosa. E subito dopo, le proteste. Ma nessuno mosse un dito. Gli affari sono affari. Nea inspira profondamente ed espira con calma. Non si era mai trovata a pensare all'acqua. Ora invece non pensa ad altro.

Appunto 686[]

Vieni a vedere l'inquietante fabbrica abbandonata che ho taggato. Casey alza le spalle. Non ho tempo per il tuo ego. Ego? Ma che stai dicendo? Casey scuote il capo. Bella roba, Nea. Il tuo nome su un muro distrutto. Chi se ne frega. Fai qualcosa di più concreto! Fatti sentire! Quanto tempo ed energia buttati per imbrattare un posto buio. Wow. Bella roba di 'sto cazzo. Nea aggrotta la fronte. Si sente attaccata. Che problemi hai? Casey alza le spalle. Non lo so... Almeno, se facessi incazzare uno di quei tiranni, servirebbe a qualcosa la tua... la tua... arte. Se così si può definire. Nea non risponde. Non sa cosa dire. Prende lo skate e torna verso lo Stretto. Fissa le fabbriche abbandonate e ormai nascoste dall'erba incolta lungo il fiume. Sono arrivati qui. Si sono arricchiti. E se ne sono andati. Stupido, ma semplice. Se avveleni l'acqua, muori anche tu. Non esiste ricchezza, potere o legge che possa cambiare questa cosa.

Appunto 687[]

Alla fabbrica Zyderr. Lo farò lì. Per anni hanno scaricato lo schifo nel fiume, distruggendo l'agricoltura e il settore ittico in tutto il paese. Vent'anni dopo, lo Stretto muore di una lenta agonia e non c'è (e forse non ci sarà mai) giustizia. Non è neanche stata aperta un'inchiesta, non c'è un ospedale o un centro per curare chi è stato avvelenato. L'ente ambientale dice che va tutto bene, ma non è così. Affatto. Nessuno vuole dire che si tratta di avvelenamento da mercurio. Ammetterlo vorrebbe dire addossarsene le colpe. Ammetterlo comporterebbe aiutare lo Stretto e pagare la depurazione. La città non vuole una causa giudiziaria. Nessuno dice e fa niente e intanto ci sono bambini che soffrono e muoiono. Bambini che soffrono e muoiono... e nessuno muove un dito. Nea non riesce a non pensarci. Bisogna essere davvero senza scrupoli per avvelenare dei bambini. In tutta questa storia, c'è qualcosa che le fa venire voglia di attivarsi. Ma per davvero, come la sua amica Casey. Un'idea sarebbe piazzare un tag su quei sedicenti impiegati pubblici che pensano solo ai propri interessi.

Appunto 688[]

Nea raggiunge in skate il lato della fabbrica, quella che realizza bottiglie in vetro e plastica per acqua fresca, ma poi scarica i veleni e i rifiuti chimici nel fiume. Che puttanata questo posto. Che idioti i cittadini e che pezzo di merda il sindaco che permette tutto questo. Nea si mette alla ricerca del punto perfetto, della superficie ideale da taggare. Vede un punto scoperto in alto. Più è visibile, più si incazzeranno. Raggiunge la porta principale, scorge una telecamera, spruzza della vernice sulla lente e inizia a taggare il muro. Questi avvelenano l'acqua per produrre bottiglie d'acqua pura. Assurdo. Ridicolo. Da non credere. Nea finisce il suo capolavoro in poco tempo e senza svuotare le bombolette. Ispeziona la zona e trova una grossa saracinesca bianca di un garage. Sorride. Perfetto. Taggherà il suo nome a caratteri cubitali, così lo vedranno tutti. Così farà incazzare uno di quei tiranni, come dice Casey. Nea sta prendendo a cuore la questione e vorrebbe che la sua arte facesse incazzare la fabbrica e la città intera, così depureranno il fiume. Pia illusione. Sono arrivati qui. Si sono arricchiti. E se ne sono andati... lasciando un'intera comunità avvelenata. Dovrebbero esserci delle leggi a impedirlo, e magari anche la pena di morte per chi avvelena intenzionalmente dei bambini.'

Appunto 689[]

Quindi gli hai imbrattato il muro. Bella roba. Non significa nulla. Hai scritto come ti chiami... e nient'altro. Ma che cosa rappresenta quel nome? Nea non sa come rispondere a Casey. A differenza di altri, lei non aveva mai affibbiato un messaggio al suo nome. Non ci avevo mai pensato. Non si tratta del messaggio, ma dell'arte in sé. Casey le dice che l'arte è essa stessa il messaggio. L'arte è ribellione. Alcuni dicono sia una predica. Chi l'ha detto? Chi ha inventato questa roba? Le società... Nea... chi altro, se no? Inculcano negli artisti la paura di usare la loro arte e di controbattere i loro abusi, ed è così che vincono. Secoli fa gli artisti protestavano contro i re tiranni e loro fecero tutto ciò che era in loro potere per impadronirsene o per reprimere la loro arte minacciandoli di povertà o morte. Nea... i re esistono ancora... credimi. Solo che oggi hanno un aspetto diverso. I re di oggi sono gli amministratori delegati e i loro regni sono le società. Esistono re buoni e re... meno buoni. E i meno buoni hanno scoperto come tenere a bada gli artisti. Li spaventano già dalla scuola. Li esortano a non esporsi. A non difendere niente e nessuno. Ad attrarre le masse. Ma solo per divertimento. Diverti, suscita emozioni, ma non dire nulla. Non schierarti politicamente. Nea... la politica è ovunque. Non dire nulla dice già qualcosa. Voltare le spalle e ignorare la corruzione è una scelta: una scelta politica volta all'indifferenza. Nea sospira. È dubbiosa, insicura. Non si era mai sbilanciata come gli altri. Diciamo che farlo la irritava. Casey denigra il suo tag. Difendi una causa o non varrai niente. È questa la tua scelta da artista. La tua scelta politica.

Appunto 690[]

Vieni con me. Casey si fionda sullo skate e porta Nea nello Stretto. La porta in una casa in cui un padre dà da mangiare al figlio allettato. Di soli undici anni. Non ha mai avuto opportunità nella vita. Il suo unico errore è stato fidarsi di chi avrebbe dovuto proteggerlo. Ora sta morendo. Avvelenato dal mercurio. Prima, la gente dello Stretto moriva per cause naturali... ora solo per avvelenamento da mercurio. Casey sospira e scuote il capo. Piazzando il tuo tag sulla saracinesca dei colpevoli non fai altro che farti pubblicità. Ho sentito le cazzate che dicevi sul non voler usare il tuo tag per una giusta causa. Ma allora a che serve avere un tag? A che serve avere una voce se poi non dici niente? Se non difendi nessuno? L'arte è un atto di sfida. Non un atto di guadagno, né di fama. Fatti sentire, Nea. Fa' sapere al mondo che cos'hai dentro. Qualcuno ti ascolterà e si attiverà. Fatti portavoce di chi una voce non ce l'ha. Non essere una ribelle senza una causa. Sii una ribelle con uno scopo.

Appunto 691[]

Nea è stesa sul letto, fissa un bicchiere d'acqua e intanto pensa alle parole di Casey. Casey ha ragione. Nea ricorda di quando voleva davvero esprimere qualcosa con la sua arte di strada. Stranamente questa convinzione le fu cancellata dalla testa, anche se non ricorda come. L'unica cosa che le viene in mente è... la scuola. Vietato comunicare qualcosa con dei messaggi. Zero politica. Niente. Solo divertire e suscitare emozioni. Eppure, le società hanno dei messaggi e tanta politica. La politica della vendita. Ricorda quando le dissero di non usare l'arte per fare politica, ma a vantaggio di chi? Dei re. Re tiranni che vogliono reprimere e impadronirsi delle voci creando un'autorità interna che inizia già nella scuola. La politica non c'entra! Non c'entra? Ogni cosa è politica, anche la scelta di non farne parte. Politica... Politica di merda... Schifoso sindaco corrotto... Quel pezzo di merda non ha solo scambiato l'acqua pura con acqua avvelenata... ha venduto l'acqua pura al re di una società. Assurdo. Ridicolo. Da non credere. Non aveva mai sentito roba simile. Nessuno dovrebbe detenere diritti sull'acqua. Nessuno. L'acqua è di tutti. Di tutti gli esseri viventi. Nea fissa la bomboletta spray sul comò. Riflette su cosa comunicare. Qualcosa che faccia fermare e riflettere le persone. Per la prima volta in tanto tempo, non le importa se è un messaggio o una dichiarazione politica. Si fotta il professore d'arte del liceo che la faceva sentire insicura perché le sue opere erano di parte. L'acqua è benessere. L'acqua è forza. L'acqua è un diritto dell'uomo. L'acqua è un diritto dell'uomo... un diritto inviolabile dell'uomo.

Appunto 692[]

Nea è sbalordita dalla quantità di comunità bisognose che usano acqua avvelenata per fare docce, bagni, bucato e perfino cucinare, solo perché qualche re ha acquistato i diritti dell'acqua pura. È assurdo. Ridicolo. Da non credere. Non si era mai sentita così coinvolta in una causa, e la sensazione le piace. Forse è la prima volta da quando l'istituzione scolastica cercò di reprimere la sua voce, inculcandole la paura di sbagliare. Di affermare qualcosa. Comunicare qualcosa. Di opporsi al sogno imprenditoriale. Non al sogno americano, ma al sogno imprenditoriale. Nea naviga in rete e legge dei re che non vogliono garantire acqua pulita in tutto il mondo. Ed è felice di leggere che non sono sempre loro ad averla vinta. In tutte le nazioni in cui questi re tiranni hanno cercato di monopolizzare l'acqua pulita, la popolazione li ha destituiti con la forza. Ma sono storie rare. I re che perdono contro i sudditi non fanno notizia. È come se gli altri re volessero evitare che a qualcuno venga l'idea di rivoltarsi contro il loro volere, impedendo loro di monopolizzare la poca acqua rimasta incontaminata. Ne bramano ogni singola goccia per poi rivenderla. E non vogliono bastoni tra le ruote da semplici bifolchi. L'acqua è tutto. E possedere l'acqua è come possedere la vita. Possedere l'acqua equivale a poter decidere chi vive e chi muore. È questo che fanno i re ed è questo che ha fatto il sindaco di Falls City. Hanno condannato e avvelenato un'intera comunità, senza fare nulla per aiutarla. Senza fare nulla... Nea spera in una giustizia divina. Una giustizia che non si può acquistare, né corrompere, e giura che trasformerà la nuova fuoriserie stralussuosa del sindaco in un'opera di ribellione. Non salverà il mondo, ma lo renderà un posto più vivibile. Un po' più vivibile. Questo le basta.


Max Thompson Jr.: Bello Dentro[]

Appunto 3728[]

Nelle tenebre della sua cella, sente dei passi sempre più vicini. Risate e pettegolezzi vari. C'è suo padre con altra gente, ma non sa bene chi. Appoggia l'orecchio alla porta e sente una risata, molto profonda e gutturale. La pelle gli si accappona e lo stomaco gli si contorce. È senz'altro il capo della polizia. Lo odia con tutto sé stesso, soprattutto quando sta con suo padre. Lo costringono a fare le cose più assurde per il loro divertimento. Suo padre si vanta del suo "strumento assassino", com'è solito chiamarlo. Altre risate. Altre voci. Il capo ha portato altri agenti a godersi lo spettacolo. Quanto vorrebbe farli a pezzi solo per non dover più sentire quelle risate. Lo prendono tutti in giro. Il mondo intero lo prende in giro. Lui digrigna i denti per la frustrazione. Non dovrebbero ridere. Il loro compito è proteggerlo, e lui questo lo sa. L'ha sentito in TV, l'unico passatempo che lo tranquillizza e che gli fa compagnia quando ha finito di fare ciò che deve. La TV è speciale... Rappresenta l'amico e il genitore che non ha mai avuto... Ma il capo... Lui non è come quelli in TV.È diverso dagli altri capi della polizia. Lavora con suo padre solo per riciclare denaro. Non sa neanche che cosa voglia dire, ma li aveva sentiti parlare nel porcile di dover riciclare una caterva di denaro per poi spartirlo con un giudice e altri uomini di legge. Riciclano denaro insieme. È per questo che il capo lascia che papà e mamma facciano di lui ciò che vogliono. Suo padre dice sempre che il capo è corrotto e marcio. Un po' come il volto di suo figlio. Le risate si fanno più forti. Si avvicinano alla cella in mattoni e lui rabbrividisce all'idea di altri massacri. È stufo di dover uccidere solo per divertire qualche poliziotto. Non ne può più. Sente il sangue ribollirgli nelle vene, salirgli lungo il collo e arrivargli al viso come se la testa gli stesse per esplodere. All'improvviso, un sibilo acutissimo gli trapana i timpani. Inizia a sbattere ripetutamente la testa per farlo smettere. Silenzio, per un solo, fugace istante. Poi, lo sferragliare di una catena. I bulloni si chiudono rumorosamente, lui perde l'equilibrio e cade all'indietro, crollando sull'osso sacro. La porta si spalanca e lascia spazio a una luce accecante che illumina la cella. Lui si copre gli occhi con un braccio. Suo padre entra, lo afferra e lo rimette in piedi. Dai, Bello! Fai vedere a questi uomini quanto vali!

Appunto 3729[]

Nell'asfissiante fienile in cui si trova, fissa il sangue che cola dal suo martello come se fosse tutto solo un sogno. Strano. Assurdo. Così insolito. No, non è un sogno. Sembra più... di vivere in uno show televisivo... E intanto si osserva da lontano. Intorno a lui, grosse mucche massacrate e grondanti di sangue. Di queste, sette o otto si contorcono disperate in pozze di sangue semi-coagulato. Crani spaccati. Cervella e sangue dappertutto. Le mosche gli ronzano intorno, in faccia e nelle orecchie, comunicandogli che è lui stesso il massacro. Il suo valore è questo massacro insensato... nient'altro. Uccidere. È questo che adorano vederti fare. Uccidere. Uccidere. Uccidere. Le mosche lo deridono. Insieme al capo e agli agenti. Gli dicono che è un essere talmente inutile da non avere neanche un nome. Bello! Che razza di nome è "Bello"?! Suo padre lo spinge verso un'altra vacca. Non credere di aver già finito! Bello solleva il martello e si toglie il sangue dagli occhi. Si sente strano. In modo assurdo. Insolito. Stufo. Non ne può più di questa vita. Della cella. Di spalare sterco. Dei massacri. Interminabili massacri. E di dover badare ai maiali. Quei maiali tanto costosi da ricevere più amore di quanto gliene abbiano mai dato i suoi stessi genitori. Le mosche gli volano attorno al volto e lo deridono. Poi, di nuovo quel sibilo acutissimo. Perfino i porci hanno dei nomi, e tu no! Si chiamano Duke e Donny. Bello colpisce le mosche. Suo padre gli dà un colpetto. Avanti, Bello, fai vedere che altro sai fare con quel martello! Bello... È così che lo chiama suo padre... Bello... Anche sua madre lo chiama così. Credono sia talmente stupido da non capire che non ha un nome. Un vero nome. Invece lo capisce eccome. È tutta la vita che lo sa. Ma si è sempre immaginato col nome di Max... Max Thompson. Immaginava che suo padre fosse talmente orgoglioso di lui da dargli il suo stesso nome. Oh, come sognava di avere lo stesso nome di suo padre... Come sognava... Suo padre lo spinge avanti. Forza! Facci vedere! Subito! Bello sente la faccia gonfiarsi di sangue e le vene ribollire di rabbia. Le tempie gli pulsano all'impazzata. Negli attimi dopo, solo confusione. Sangue e urla ovunque! Ma non bovine... Urla umane. Quel tremendo sibilo lo assilla di nuovo e lui, confuso, inizia a cercare suo padre, invano. Il rumore si ferma e ora ogni suono gli sembra smorzato. Si gira e vede il capo che gli dà addosso. Che cos'hai fatto?! Ma Bello non sente bene. Come quella volta in cui, da piccolo, sua madre gli aveva ficcato la testa in un secchio d'acqua per insegnargli a non piangere e a non chiamarla. È tutto smorzato, distorto, surreale. Il capo lo attacca e gli strappa il martello insanguinato dalla mano. Li hai uccisi! Tuo padre! Jim! Don! Ray! I miei uomini! Erano i miei uomini, cazzo! Bello spinge il capo e ruzzola fuori dal granaio, grondante di sangue. Si dirige verso casa, chiamando sua madre a gran voce nel crepuscolo sempre più buio.

Appunto 3730[]

La madre singhiozza a terra, con la bocca piena di denti rotti. Bello la solleva con un braccio e farfuglia un susseguirsi di parole biascicate. Parole che solo lui capisce. Parole che aveva appreso in TV. Vuole conoscere il suo nome, il suo vero nome, e lei lo fissa confusa, persa, disperata. Implora pietà gorgogliando sangue e con pezzetti di denti che le cadono dai lati della bocca. Aveva capito bene ciò che aveva sentito, ma non poteva rispondere. Il mio nome! Il mio nome! Come mi chiamo! Bello sbatte sua madre a terra più e più volte. La solleva in alto e la scaraventa contro il tavolo da pranzo, che si spacca sotto il suo peso. Il sangue fuoriesce copioso dalla ferita sulla gamba e lei perde conoscenza. Lui, pentito, la prende in braccio, cascante. Perché? Perché mi odiavate? Che ho fatto per meritare tutto questo odio? Il volto di lei è bellissimo e al contempo orrendo. È il male a velarne la bellezza. Lui la abbraccia sempre più forte, desiderando che sia tutto diverso, desiderando di essere uno di quegli stramaledetti maiali. A loro dedicavano tanto amore, affetto e tempo... Tutto il tempo passato con Duke e Donny, mentre lui se ne stava lì solo, senza neanche un nome, in una cella costruita apposta per lui.Bello cerca di sollevarla, ma scivola in una pozza del suo sangue. Lei si dimena tra le sue braccia. Ogni volta che le ripete la stessa domanda, la stringe sempre più forte. Il mio nome... Come mi chiamo? Lei smette di dimenarsi, ma ha degli spasmi. Gli arti, dapprima rigidi, diventano come morti. Lui la libera lentamente, ma la testa di lei sbatte violentemente in una pozza di sangue. Lei fissa in alto, con quegli occhi tanto blu quanto vuoti. Blu, vuoti e bellissimi. Occhi che non vedevano altro che un mostro, un essere, una bestia da soma lavorare in fattoria. Mai un figlio. Mai il suo stesso figlio. Lui odia quegli occhi. Quegli... quegli... occhi pieni d'odio. Glieli cava e li spreme forte. Vengono via come occhi bovini. Sorride, anche se non sa bene perché. Si pulisce il volto dal sangue e gli piace quella sensazione sulle mani. Sente un piede pestare forte a terra dietro di lui. Il capo corre improvvisamente in cucina. Ti spacco la testa con quel martello, maledetto! Ma appena lo solleva, scivola in un piccolo guazzo di sangue ancora caldo. Bello, in preda al panico, scappa via nel bosco sempre più buio, col capo che grida, impreca e gli scarica contro un intero caricatore.

Appunto 3731[]

Bello non ha idea di quanto abbia corso, ma è stanco. Sente il capo urlare da lontano. Maledice il giorno in cui ha supplicato i suoi genitori di tenerlo come aiuto in fattoria. Aveva detto loro che un deforme del genere sarebbe stato un ottimo manovale. Urla anche altre cose. Cose che Bello non vuole sentire. "I tuoi genitori hanno cercato di ammazzarti. Ti avevano gettato addosso un pentolone d'acqua bollente, usando come scusa il fatto che fossi un impedito. Dicevano che eri stato tu a rovesciare la pentola dal fornello, ma io sapevo bene come stavano le cose. Avevo colto l'antifona. Si vergognavano a tal punto del loro figlio storpio che gli gettarono addosso dell'acqua cocente. Hanno cercato di ammazzarti! Facendo sembrare il tutto un incidente." Bello si copre le orecchie. Le mosche gli ronzano intorno e ridono. Lui non vuole sentire nulla. Nella sua mente riecheggia un suono acutissimo. Basta! Basta! Basta! Ma il suono continua. Sa già che è l'unico a poter udire le mosche ridere e stridere. Sa che sente certe cose. Sa che suo padre l'aveva ferito. Alla testa. Gli urlava come un pazzo nell'orecchio quand'era piccolo. Gli urlava cose cattive, tipo che desiderava che il cordone ombelicale di sua madre l'avesse soffocato del tutto, e non solo a metà. Si prende un attimo per ricomporsi. Sente altre voci. Il capo ha chiamato altri agenti. Non m'importa. Che vengano. Meritano tutti di pagare per non essere intervenuti, mentre suo padre e sua madre lo facevano soffrire.

Appunto 3732[]

Bello gli spreme il collo più forte che può, e gli urli presto diventano ridicoli piagnucolii. È più facile uccidere un uomo che una mucca. Solo che l'uomo frigna di più. Bello fissa gli occhi dell'agente in preda al panico e lo riconosce. Oh, questo lo conosce bene. È quello che lo prendeva sempre in giro. Invece di aiutarlo, rideva di lui. Chi è che ride ora, eh?! Non la guardi la TV? La polizia deve proteggere, non ferire. Ridi ora! Bello lo solleva dal pavimento e gli sbatte la nuca contro un albero. Ancora e ancora! Ridi ora! Ridi! Ridi! Il cranio gli si apre in due come un'anguria e da un lato fuoriesce della materia cerebrale. Bello lo lascia e l'agente, moribondo, si regge a malapena in piedi. Barcolla a destra e a sinistra, per poi fermarsi davanti a Bello. Lo fissa per un attimo, come se vedesse più di uno strumento o uno scherzo della natura. Qualcosa di più intelligente di un mulo. Più intelligente e più letale. L'agente ha l'aria persa e confusa... come gli zombi senza cervello che si vedono in TV. Il poliziotto confuso e tremante arranca con la testa sanguinante. Bello si scosta per lasciarlo passare e ammira il suo capolavoro. Ammira il sangue che gli cola dalla testa come fosse stucco. Lo vede ondeggiare a destra e a manca, illuminato dalla luna. Se fosse una mucca, porrebbe fine alle sue sofferenze. Ma non lo è. Tutt'altro. È un essere vile e corrotto. Bello lo vede sparire nell'oscurità e fissa quelle tenebre finché sente un tonfo. Una strana sensazione gli colma il cuore e lui... ride. È bello poter reagire e mostrare quanto vale... quanto vale davvero.

Appunto 3733[]

Bello sente il capo che lo cerca in preda alla frenesia. Si siede vicino a un albero ricoperto di rovi, con in mano un po' del cervello dell'agente trucidato. Ha la stessa consistenza di quello delle mucche. Se ne avesse un pezzo nell'altra mano, forse neanche noterebbe la differenza. Lo spreme e ne apprezza la sensazione. Farlo lo conforta, lo tranquillizza, gli distende i nervi. Divaga con la mente e pensa ai suoi programmi preferiti in TV. I suoi genitori gliene avevano data una pur di farlo stare zitto. Non ne potevano più di sentirsi chiamare o di vederlo sbattere i pugni sul muro. Nessuno degli altri metodi avevano funzionato. Né il bavaglio, né la corda. Da cui, tra l'altro, si liberava sempre. Solo la TV. La TV si è rivelata più efficace di qualunque punizione. Lo teneva seduto, tranquillo, gratificato e in silenzio. Secondo sua madre lo ipnotizzava, il che era un'ottima cosa. Bello vide tante cose grazie alla TV. Scoprì com'era diversa la sua vita da quella degli altri bambini. Come sarebbero dovuti essere dei veri genitori. Avrebbe voluto che fossero come quelli di Clark. Per loro, suo figlio era un eroe solo perché era educato e si comportava bene. Si prendevano cura di lui... e il bello è che non era neanche figlio loro. Poi c'era un'altra coppia... I genitori di quell'altro bambino, Beaver. Che bella famiglia. Ma Bello non era come loro. Era diverso sia da Clark che da Beaver. Lui venne messo al mondo ferito, storpio e debole. Un omuncolo, in pratica. Suo padre gli disse che avrebbe voluto ficcarlo in un sacco di pietre e lanciarlo al largo. Un amore duro. Una vita dura. Un'esistenza dura. Sente degli agenti urlare da lontano. Bello ha paura e fa ciò che fa sempre nella sua cella. Chiude gli occhi, pensa a Clark e aspetta che il più grande di tutti gli eroi venga a salvarlo. Ma lui non arriva mai, perché la vita non è come in TV, dove Clark è sempre presente per salvare chi è in difficoltà. La TV è finzione e Bello è solo. È solo perché quando era nato era una bestia deforme. Bello apre gli occhi e fissa il grumo insanguinato che ha in mano. Il passato è passato. Ora basta aspettare. Da oggi sarà lui stesso il suo eroe.

Appunto 3734[]

Il capo urla dalla rabbia. Ha trovato un altro agente fatto a pezzi. Bello li sta facendo fuori come bestiame in un fienile. Il capo giura su Dio che gliela farà pagare. Vuoi farla pagare a me? Tu a me? Sei tu che la pagherai per avermi lasciato a marcire in cella per tutti questi anni. Il capo si calma e chiama qualcuno. Ordina di portare i cani. Portateli qua! Non cambierà nulla. Qualunque cosa accada, non tornerà mai in quella cella, né in nessun'altra. Preferisce morire piuttosto che finire di nuovo rinchiuso. Vorrebbe uscire dall'oscurità e aggredirlo, ma ha come la sensazione che sia proprio ciò che il capo si aspetta. Lo sta attirando fuori ferendolo con parole cattive. Bello resta seduto nell'ombra e sposta le foglie secche con una mano. Vede uno degli agenti avvicinarsi a lui con una torcia. Afferra un grosso ramo, lo solleva e gli va lentamente incontro. Una lepre balza in aria e fugge via. L'agente punta la torcia sul roditore. Tira un sospiro di sollievo e in quel momento Bello lo colpisce col ramo come Babe Ruth faceva in battuta. La testa e il collo gli si aprono facendo cadere sostanze scure che macchiano alberi e suolo. Ma l'agente non cade. Vacilla con la testa maciullata appesa a un sottile lembo di pelle, annaspando per sentire la fresca aria della notte. Gli ricorda tanto una gallina sgozzata che svolazza per il cortile in cerca della testa. Bello sorride e si sente sollevato. Ride da solo. Un altro agente sistemato. Suo padre aveva riciclato i soldi del capo e ora Bello ha fatto lo stesso con i suoi uomini. Tale padre, tale figlio. Poi pensa al capo e il suo sorriso svanisce. Bastava che lo aiutasse... in tutti questi anni... bastava solo che lo aiutasse.

Appunto 3735[]

Bello! Vuoi sapere il tuo nome? Io so qual è! Vieni fuori e te lo sussurrerò in quello schifoso orecchio deforme! Il capo vuole fregarlo, ma lui non abbocca. Giura che gli darà la caccia tutta la notte e che presto avrà dei cani con lui. Mastini in grado di fiutare un peto di grillo in una valanga di merda. Bello neanche sapeva che i grilli potessero farlo. Aveva imparato tante cose in TV, ma questo no. Il pensiero di un grillo che scoreggia lo fa sorridere. Gli piace sorridere. Si avvicina di soppiatto alla pattuglia di polizia. Vede due nuovi uomini a caccia col capo, nient'altro. Idea: meglio eliminarli subito, prima che arrivino i cani. In TV aveva visto i cani della polizia. Fiutano qualunque cosa. Questi agenti sembrano più cattivi degli altri. Non sa bene se è perché ha sterminato i loro amici o perché ha messo fine al racket di riciclaggio di suo padre. Forse entrambe le cose. Però ha la sensazione che, se dovessero riuscire a prenderlo, lo farebbero soffrire e guaire come un maiale. Quei maiali. Quei dannati maiali che tanto amavano. Perché tutto l'amore a loro e a lui niente? Se l'avessero trattato come trattavano quei maiali, sarebbe stato felice. Ma più che altro, si sarebbe sentito accettato. Sarebbe stato un eroe, come quel ragazzo col mantello che accorre in aiuto di tutti perché i suoi genitori l'hanno cresciuto con amore.

Appunto 3736[]

Bello si avvicina di soppiatto dietro due agenti che distingue a malapena nel buio. Lentamente, solleva un ramo appuntito, emerge dall'ombra, colpisce uno alla testa e ficca il ramo nella bocca dell'altro ancor prima che questo riesca a chiamare aiuto. Fissa il sangue zampillare come un geyser. Gli ricorda una scena di un film western. Si avvicina all'altro, che si gira e lo afferra. I due si rotolano tra le foglie secche e i rami caduti scambiandosi vari colpi. Bello riesce ad avvolgergli il collo col braccio e stringe forte. Le gambe di lui si dimenano all'impazzata. Bello continua a stringere finché si fermano. Sente il capo chiamare i suoi agenti. Ordina loro di tornare indietro perché sono arrivati i cani. Bello si nasconde nelle tenebre dei rovi. Chiude gli occhi e immagina una vita diversa. Lui è Beaver, seduto al tavolo a mangiare cibo sano con i suoi genitori che gli chiedono com'è andata la giornata. Poi, appena apre bocca, tutto cambia. I suoni che emette innervosiscono sua madre che lo colpisce in testa, lo tiene giù con la forza e gli infila della salsa bollente in gola, ordinandogli di non fiatare mai più. Suo padre lo afferra e lo prende a cinghiate. Bello spalanca subito gli occhi. Sarebbe stato tutto diverso, se solo non fosse nato mostro. Nato mostro? Mostri non si nasce. Si diventa. Crescendo in un crogiolo di odio, crudeltà e abusi. Salsa bollente e cinghiate! Chi li usa... sono loro i veri mostri.

Appunto 3737[]

Tuo padre diceva che vuoi sapere come ti chiami! Fermati e te lo dico io, cazzo! Bello si ferma. Il latrato dei cani si fa sempre più intenso. Si volta verso la voce del capo e vede la luce della luna tingere le foglie e i rami come fosse rugiada. Si muove in silenzio senza sapere cosa fare. La voce del capo diventa più forte. Tuo padre ti aveva dato un nome prima di vedere che schifoso scherzo della natura fossi! Il tuo nome lo ricopre di vergogna! È per questo che ti tiene nascosto! Se vuoi sapere come ti chiami, vieni fuori con le mani in alto e te lo dirò! Prima che Bello capisca cosa sta succedendo, un cane spunta dall'oscurità e lo azzanna al braccio con denti aguzzi e bava in abbondanza. Bello si volta verso un'ombra indistinta e fulminea e l'afferra per il polso prima che il martello gli spappoli la testa. Scaraventa il cane verso un albero. Non ha mai sentito tanta forza, tanto potere, tanta determinazione. Allora ce l'ho un nome! Scuote violentemente il polso che stringeva e il martello casca con un tonfo nel buio. Bello sottomette il capo a terra. Lui tira fuori un coltello. Bello lo afferra per il polso e lo costringe a conficcarselo nel suo stesso stomaco. Quanto valgo ora, capo? Quanto valgo?! Il capo estrae il coltello insanguinato, ma Bello non gli lascia il tempo di reagire. Affonda la mano nelle budella e stringe con veemenza qualcosa che non riconosce. Il capo strilla agonizzante. Porca puttana! I cani assaltano Bello e lo tirano via dal capo prima che possa fargli altro male. Bello sbatte i cani a terra e si mette in cerca del martello per dare il tocco finale al suo capolavoro. I cani si rialzano lentamente e abbaiano. Lui afferra un ramo. Li colpisce con violenza e scappa prima di essere aggredito di nuovo. Corre a lungo nel bosco freddo e buio, dirigendosi verso la fattoria... Verso la casa in cui avrebbe dovuto vivere. Non è troppo tardi. Ci sono stanze segrete nel seminterrato, stanze in cui suo padre nascondeva i soldi e dove lui e sua madre potevano picchiarlo senza che nessuno sentisse le urla. Potrà nascondersi lì per un bel po' prima che qualcuno lo trovi. Sarà un posto accogliente per lui, soprattutto con la TV. E, di sicuro, tra la roba di suo padre troverà il suo nome. Il suo vero nome. Ma prima di tutto, si cucinerà del bacon... del bacon di grande valore.


Sanitus Alionis[]

Arcus 7525[]

È difficile dire che cosa mi sia successo e faccio fatica a ricordare le ultime ore, forse perfino gli ultimi giorni. Mi sono risvegliato con diverse bottiglie di whisky vuote e cadaveri sparsi sul tetto. Non lontano c'erano il mio ferro nove insanguinato e un fonografo che suonava una musica francese molto solenne sulla vita in una città che non conoscerò mai. Ho girato i corpi uno dopo l'altro. Ricordano vagamente le persone che mi hanno abbandonato in questa prigione infernale. Devo averli evocati io, per poi trucidarli la stessa sera. Ma... con un ferro nove? Mi sarei immaginato destini ben più crudeli per loro. Tengo perfino un diario per le idee più creative e sinistre di come potrei fargliela pagare, un giorno, per la loro corruzione e la loro sfrontatezza.

Arcus 337[]

A un primo sguardo, questo interminabile eccidio può apparire come un atto per soddisfare l'istinto distruttivo dell'Entità. A me sembra una semplificazione riduzionista di qualcosa di più sofisticato, più intricato. Qualcosa di sacro. Tolto l'orrore in sé, lo spargimento di sangue e l'aspetto stesso della morte ci mettono in contatto con la vita: un'esperienza potenzialmente inebriante che crea una forte dipendenza sui piani più profondi e arcaici della ragione. Il nostro sangue o la nostra forza vitale offerti all'Entità possono essere visti come un dono che ci viene presto restituito, cosicché il medesimo orrore possa ripetersi all'infinito. Il mondo è un continuo pendolo che oscilla dalla vita alla morte, per poi tornare dalla morte alla vita. Un po' come la circolazione del sangue in un Antico che parte dal cuore, irrora tutto l'organismo e arriva fino ai reni, per poi tornare nuovamente al cuore, dove viene purificato e inizia nuovamente il suo ciclo.

Arcus 1007[]

Si è aperto un nuovo varco. Da quanto tempo? Non lo so per certo e non lo capirò mai. Dalla porta del mio studio, verso un regno perduto e dimenticato, case in pietra ricoperte di muschio con le porte bloccate da carri, mucchi di legna e corpi putrefatti legati tra loro con un filo spinato. Mi avvicino alle case osservando i resti di ricordi di soldati armati di spade che uccidono i paesani solo per il piacere di farlo. Non riesco a capire a quale epoca o quale mondo appartenga questo regno. Lo perlustro in cerca di indizi su come aprire un varco di ritorno. Da qualche parte, tra questi ricordi e in questi regni dimenticati, si trova la risposta per la mia salvezza. Ma... in quale di questi... Vorrei tanto saperlo...

Arcus 2217[]

Ho rinvenuto, con mio grande stupore, ricordi di Claudette diversi da quelli che avevo già vissuto. Oserei quasi dire che non appartengono affatto a lei... eppure... sono davvero i suoi. Suppongo che questi ricordi appartengano alla Claudette di un altro mondo, a conferma del fatto che questo Antico nutre chiare preferenze per alcune anime, nella maestosità di questo buffet cosmico. Mi ci vorranno altri campioni di questi ricordi per stabilire se si tratta davvero di un'altra Claudette o se, e questa possibilità esiste, sono io ad avere problemi a distinguere i suoi veri ricordi da semplici e creative riflessioni.

Arcus 8557[]

Mentre annoto queste parole, la mia mano non smette di tremare. Creature cefalopodi difficili da descrivere tentano di entrare nella mia torre, cercando di distruggere il mio studio e gli strumenti che uso per esplorare e manifestare. Le ho tenute lontano il più possibile, ho preso l'Auris e altri oggetti di valore, ho attraversato un varco in fretta e furia e mi sono nascosto in un regno perduto. Al mio ritorno, la torre era rovesciata, il mio studio a soqquadro, le creature giacevano morte a terra con del sangue putrido e nero che ne fuoriusciva e il fetore di pesce marcio che saturava l'aria. Che cosa sono queste creature? E chi le manda, se non questa mostruosità chiamata Antico? Ho passato ore gettando le carcasse fetide nell'abisso fuori dalla finestra, maledicendole una a una.

Arcus 5738[]

Uno strano impulso mi ha fatto salire sul tetto e accendere una candela nell'oscurità totale che mi avvolge. Quando la candela si è spenta, mi sono lanciato dal tetto, tuffandomi verso morte certa. Eppure, mi sono ritrovato nel mio letto, come appena risvegliato da un brutto incubo. Non so cosa mi stesse passando per la testa, ma quello che ho capito è che... qui la morte non è contemplata.

Arcus 1275[]

Spesso mi sono chiesto se chi è intrappolato qui si è mai fermato a riflettere sull'inspiegabile significato di questo mondo che non sfida solo le leggi dello spazio-tempo, ma la morte stessa. Un mondo incoerente e incostante fatto unicamente di ricordi. Una sorta di sogno collettivo composto dalle credenze e dai ricordi di chi lo abita. A volte mi chiedo se tutti i mondi siano così in un certo senso, e se la realtà, di fatto, non sia altro che ciò che noi sogniamo o crediamo.

Arcus 8545[]

Un pandemonio di urla e distruzione mi ha destato dal mio sonno, così sono corso verso la finestra più vicina e ho visto solo l'interminabile nebbia nera che tutto ottenebra. Ogni cosa presente nella nebbia prendeva vita e contemporaneamente moriva, come se l'Entità fosse turbata o in una sorta di choc. Da qualche parte, nell'abisso furente, le creature ruggivano, lottando e ghermendosi a vicenda. Una scena piacevole e al contempo perturbante. Ho impugnato un ferro nove e mi sono posizionato, pronto a rispondere a qualunque attacco. Ma qualche istante dopo era tutto finito e io non riuscivo a prendere sonno, per cui ho rilassato i nervi con un goccetto di whisky e due tiri a golf sul tetto. Nel frattempo, imprecavo contro questo maledetto Antico e speravo che questa brutta esperienza fosse solo una specie di indigestione cosmica.

Arcus 8789[]

Il mio studio è disseminato di cadaveri e non ho memoria degli ultimi giorni. I corpi sono scorticati dalla testa ai piedi e i volti sono stati ridotti a una poltiglia irriconoscibile. Li ho trascinati verso la finestra e li ho gettati nell'abisso chiedendomi chi fossero e perché si trovassero nella mia torre. Li ho manifestati io? Li ho creati io per avere compagnia? O vengono da altri luoghi? Sono stato io a massacrarli? Mi sono smarrito così tanto in un ricordo da essere diventato qualcun altro, anche se solo per un breve frangente? Forse non sono mie creazioni, ma apparizioni della nebbia mandate dall'Entità, come le creature che ogni tanto sento aggirarsi nella nebbia.

Arcus 5798[]

Questi incidenti non hanno più senso. Nulla ha più senso, ormai. È tutto un caos di apparizioni surreali e ricordi confusi. Faccio fatica a riconoscere i miei pensieri e distinguere i miei ricordi da quelli che studio. Ieri notte ho rivissuto degli omicidi tremendi presenti nella mia collezione e ho provato uno strano... piacere. Quando decisi che poteva bastare, guardai nello specchio e non vidi il mio riflesso, ma decine di volti cambiare di continuo. E tra tutti questi volti, il mio non c'era. Colpii lo specchio con un pugno, la mano mi si aprì e il sangue schizzò ovunque. Che destino crudele si è abbattuto su di me... Perdermi nell'oscurità mentre tento di fuggire dalla sua morsa letale. L'Auris potrà essere la mia salvezza, oppure la mia rovina.


Sfide[]

Livello 1[]

Data di Inizio: 21 Ottobre 2020

Sfide per il Sopravvissuto[]

Le seguenti Sfide conferiscono una Ricompensa di 15 000 Punti Sangue IconHelp bloodpoints.png per Sfida quando sono completate:

  • Giornata Produttiva: Guadagna 1 Punto Sangue nella Categoria Portatore di Luce DailyRitualIcon objectives.png.
  • E Luce Fu: Ripara un totale di 4 Generatori.
  • Liberatore: Libera dal Gancio in sicurezza 6 Sopravvissuti.
  • Tutto per Tutto: Stordisci il Killer 4 volte.
  • Fine dei Giochi: Purifica 8 Totem IconHelpLoading totem.png.
  • Riparazioni Rischiose: Finisci di riparare 2 Generatori mentre sei nel Raggio di Terrore IconHelp terrorRadius.png del Killer. Devi essere nel Raggio di Terrore quando il Generatore viene completato. (Sblocca la voce successiva per Ribelle con uno Scopo)
  • Abilità di Nea: Fuggi da 2 Inseguimenti nei panni di Nea Karlsson. (Sblocca la voce successiva per Ribelle con uno Scopo)
  • Finale Eroico: Libera dal Gancio in sicurezza 1 Sopravvissuto dopo l'inizio del Collasso Finale IconHelp endGame.png. (Sblocca la voce successiva per Ribelle con uno Scopo)
  • Raccolto Abbondante: Raccogli 1 Tumore Viscerale QuestIcons Halloween2020.png nei panni di un Sopravvissuto. (Sblocca la voce successiva per Porte Ignote)

Sfide per il Killer[]

  • Inseguimento Mortale: Insegui i Sopravvissuti per un totale di 180 secondi.
  • Inganno Mortale: Guadagna 1 Punto Sangue nella Categoria Piantone DailyRitualIcon deviousness.png.
  • Raccapriccio: Appendi al Gancio 20 Sopravvissuti.
  • Discarica: Danneggia 12 Generatori.
  • Falli a Pezzi: Colpisci 4 Sopravvissuti con la Motosega nei panni del Mandriano. (Sblocca la voce successiva per Bello Dentro)
  • Combo Letale: Colpisci 1 Sopravvissuto dopo aver concatenato 4 o più Impeti nei panni della Piaga. (Sblocca la voce successiva per Porte Ignote)
  • Colpo Letale: Colpisci 6 Sopravvissuti con un Impeto Letale nei panni della Piaga. (Sblocca la voce successiva per Porte Ignote)

Amuleti di Completamento[]

Icona Nome Rarità Descrizione
ZA 001.png Guscio di Pustola Non Comune Il seme appassito del fiore di una pustola, ormai divenuto quasi polvere.

Livello 2[]

Data di Inizio: 4 Novembre 2020

Sfide per il Sopravvissuto[]

  • Alleanza Strategica: Esegui delle Azioni Cooperative per un totale di 180 secondi.
  • Guarigione Miracolosa: Consuma completamente 6 Kit Medici IconItems firstAidKit.png.
  • Ad Ogni Costo: Lancia 10 Bancali IconHelp pullDown.png mentre sei inseguito dal Killer.
  • Artista della Fuga: Fuggi da 3 Prove.
  • Smanettone: Consuma completamente 3 Cassette degli Attrezzi.
  • Salvatore: Libera dal Gancio in sicurezza 3 Sopravvissuti. (Sblocca la voce successiva per Ribelle con uno Scopo)
  • Caduta Morbida: Cadi 3 volte da una grande altezza mentre sei inseguito ed hai equipaggiato la Competenza Atterraggio Bilanciato IconPerks balancedLanding.png. (Sblocca la voce successiva per Ribelle con uno Scopo)
  • Iniziative Urbane: Fuggi da 2 inseguimenti mentre hai equipaggiato la Competenza Evasione Urbana IconPerks urbanEvasion.png. (Sblocca la voce successiva per Ribelle con uno Scopo)
  • Stammi Bene: Fuggi da 1 Prova nei panni di Nea Karlsson. (Sblocca la voce successiva per Ribelle con uno Scopo)
  • Contrattacco: Lancia un Bancale per stordire il Killer 3 volte. (Sblocca la voce successiva per Ribelle con uno Scopo)
  • Oggetto di Attenzione: Fuggi da 1 Prova mentre sei l'Ossessione IconHelp obsession.png. (Sblocca la voce successiva per Ribelle con uno Scopo)

Sfide per il Killer[]

  • Ossessione Oscura: Appendi al Gancio l'Ossessione 6 volte.
  • Esecuzione: Uccidi 12 Sopravvissuti in qualsiasi modo.
  • Buon Sangue: Colpisci un Sopravvissuto con la tua arma per 18 volte.
  • Inseguimento Mortale: Insegui i Sopravvissuti per un totale di 240 secondi.
  • Risentimento Persistente: Stendi 6 Sopravvissuti mentre hai equipaggiato la Competenza Resistente IconPerks enduring.png. (Sblocca la voce successiva per Bello Dentro)
  • Nato nella Luce, Cresciuto nel Buio: Colpisci un Sopravvissuto con la tua arma 10 volte mentre hai equipaggiato la Competenza Resistente alla Luce IconPerks lightborn.png. (Sblocca la voce successiva per Bello Dentro)
  • Vita di Campagna: Colpisci 2 Sopravvissuti con la Motosega entro 30 secondi nei panni del Mandriano. (Sblocca la voce successiva per Bello Dentro)

Sfide Generali[]

  • Età dell'Argento: Guadagna 8 Emblemi di qualità Argento o superiore.
  • Corsa all'Argento: Guadagna 4 Emblemi di qualità Argento o superiore. (Sblocca la voce successiva per Ribelle con uno Scopo)

Amuleto di Completamento[]

Icona Nome Rarità Descrizione
ZA 002.png Piantina di Pustola Raro Un germoglio ironicamente ravvivato dalla morte.

Livello 3[]

Data di Inizio: 18 Novembre 2020

Sfide per il Sopravvissuto[]

  • Fine dei Giochi: Purifica 20 Totem.
  • Tributo di Sangue: Guadagna 3000 Punti Sangue nei panni di un Sopravvissuto.
  • Combattente per la Libertà: Libera dal Gancio IconHelpLoading hook.png in sicurezza 10 Sopravvissuti diversi.
  • Rischio: Sabota 12 Ganci.
  • Generosità: Cura gli altri Sopravvissuti per un totale di 7 Stati di Salute.
  • Smanettone: Consuma completamente 5 Cassette degli Attrezzi IconItems toolbox.png.
  • Corsa Mortale: Vieni inseguito dal Killer per un totale di 240 secondi.
  • Diversivi Rischiosi: Lancia un sassolino usando la Competenza Diversivo IconPerks diversion.png 2 volte. (Sblocca la voce successiva per Sanitus Alionis)
  • Fuga di Adam: Fuggi da 1 Prova nei panni di Adam Francis. (Sblocca la voce successiva per Sanitus Alionis)
  • Uscita sul Retro: Fuggi da 1 Prova attraverso la Botola IconHelp hatch.png. (Sblocca la voce successiva per Sanitus Alionis)
  • Macchinista: Finisci di riparare 3 Generatori. (Sblocca la voce successiva per Sanitus Alionis)

Sfide per il Killer[]

  • Gocce di Sangue: Guadagna 3000 Punti Sangue nei panni di un Killer.
  • Disperazione Diversificata: Appendi al Gancio 12 Sopravvissuti diversi.
  • Buon Sangue: Colpisci un Sopravvissuto con la tua arma per 20 volte.
  • Terrore del Ferraio: Colpisci un Sopravvissuto con la tua arma 10 volte mentre hai equipaggiato la Competenza Mastro Ferraio IconPerks tinkerer.png. (Sblocca la voce successiva per Bello Dentro)
  • Mosse Ingannevoli: Scavalca 8 volte mentre hai equipaggiato la Competenza Inganno IconPerks bamboozle.png. (Sblocca la voce successiva per Bello Dentro)
  • Falli a Pezzi: Colpisci 7 Sopravvissuti con la Motosega nei panni del Mandriano. (Sblocca la voce successiva per Bello Dentro)
  • Distruzione Totale: Danneggia un Generatore o distruggi un Bancale 15 volte. (Sblocca la voce successiva per Bello Dentro)

Sfide Generali[]

  • Età dell'Oro: Guadagna 8 Emblemi di qualità Oro o superiore.
  • Corsa all'Iridescente: Guadagna 2 Emblemi di qualità Iridescente. (Sblocca la voce successiva per Bello Dentro)

Amuleto di Completamento[]

Icona Nome Rarità Descrizione
ZA 003.png Bocciolo di Pustola Molto Raro Un piccolo bulbo di pustola all'interno del quale si intravede uno strano liquido arancione.

Livello 4[]

Data di Inizio: 9 Dicembre 2020

Sfide per il Sopravvissuto[]

  • Fine dei Giochi: Purifica 20 Totem.
  • Grande Abilità: Ottieni un risultato Eccellente in 15 Test Abilità IconHelp skillChecks.png.
  • Artista della Fuga: Fuggi da 5 Prove.
  • E Luce Fu: Ripara un totale di 15 Generatori.
  • Tutto per Tutto: Stordisci il Killer 10 volte.
  • Un po' di Luce: Acceca o Brucia il Killer 6 volte.
  • Corsa Mortale: Vieni inseguito dal Killer per un totale di 300 secondi.
  • Liberazione in Sicurezza: Liberati dal Gancio da solo 1 volta mentre hai equipaggiato la Competenza Liberazione IconPerks deliverance.png. (Sblocca la voce successiva per Sanitus Alionis)
  • Massima Destrezza: Ottieni un risultato Eccellente in 6 Test Abilità. (Sblocca la voce successiva per Sanitus Alionis)
  • Sta' Indietro!: Stordisci il Killer 4 volte. (Sblocca la voce successiva per Sanitus Alionis)

Sfide per il Killer[]

  • Buon Sangue: Colpisci un Sopravvissuto con la tua arma per 25 volte.
  • Sottoterra: Aggancia 8 Sopravvissuti nel Seminterrato IconHelp basement.png.
  • Gestione della Rabbia: Distruggi 25 Bancali.
  • Inseguimento Mortale: Insegui i Sopravvissuti per un totale di 300 secondi.
  • Riverente: Sacrifica 20 Sopravvissuti all'Entità.
  • Il Distruttore di Speranze: Appendi al Gancio 4 Sopravvissuti durante il Collasso Finale IconHelp endGame.png.
  • Bottiglia-Razzo: Fai intossicare 6 Sopravvissuti nel Gas rilasciato dal Tonico Nutraceutico del Clown IconHelpLoading clown.png. (Sblocca la voce successiva per Sanitus Alionis)
  • Botellón: Colpisci 2 Sopravvissuti direttamente con la bottiglia del Tonico Nutraceutico del Clown. (Sblocca la voce successiva per Sanitus Alionis)
  • Scherzetti Ambigui: Danneggia 8 Generatori mentre hai equipaggiato la Competenza Anghingò IconPerks popGoesTheWeasel.png. (Sblocca la voce successiva per Sanitus Alionis)

Sfide Generali[]

  • Ricompense Insanguinate: Guadagna 120000 Punti Sangue.

Amuleto di Completamento[]

Icona Nome Rarità Descrizione
ZA 004.png Fiore di Pustola Ultra Raro Un fiore radioso da cui cola una sostanza misteriosa che presagisce l'arrivo di una nuova piaga.


Curiosità[]

  • Una possibile traduzione della frase latina "Sanitus Alionis" è "Sanità di Alion".
  • I nomi "Clark" e "Beaver" dall' Appunto 3733 si riferiscono ai versi personaggi della TV.
    • Clark Klent è l'alter ego di Superman nella serie TV "Avventure di Superman" che è andata in onda dal 1952 al 1958.
    • Theodore "Il Castoro" Cleaver è il nome di uno dei protagonisti della serie TV "Il carissimo Billy", che è andata in onda dal 1957 al 1963.
  • Il Volume V - A Briglia Sciolta ha introdotto un nuovo tipo di sfida, che genera obiettivi aggiuntivi nella Prova. In questo caso è la sfida Raccolto Abbondante.


Trailer[]

Advertisement